Filcem cgil Catania
 
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Giuseppe D'Aquila confermato segretario generale della Filctem.

"La Cgil e la Filctem non consentiranno alla burocrazia delle nostre istituzioni, ed a nessun tecnocrate della Regione Siciliana, di non far riaprire la Cesame. Ed eserciteremo tutta l' autorevolezza nei confronti di chi acquisirà il centro di ricerca della Mirmex, per poter valutare nel merito la bontà del nuovo progetto industriale e la prospettiva del centro nell'ambito della ricerca d' eccellenza".

Giuseppe D'Aquila, segretario della Filctem Cgil, il sindacato che tutela i lavoratori della chimica, del tessile e dell'energia, non ha dubbi: il peso dei lavoratori nei destini delle aziende può essere determinante. E lo dimostrano proprio i destini di due grosse realtà imprenditoriali in questi giorni in gioco: la Coop Cesame, nata dalle ceneri della storica Cesame, ed oggi alle prese con un'opportunità che i 90 soci lavoratori non possono lasciarsi scappare, men che mai dopo avere scommesso non solo il proprio futuro ma anche una notevole somma di denaro da reinvestire per un marchio prestigioso; ma anche il destino del laboratorio Myrmex con i suoi 69 dipendenti in cassa integrazione, in attesa di un nuovo compratore che salvi un realtà d'eccellenza riconosciuta a livello internazionale.

Di queste ed altre vertenze del settore, si è dibattuto nel corso del congresso provinciale tenutosi stamattina al Marina Palace, nel corso del quale Giuseppe D'Aquila è stato riconfermato segretario generale della categoria. Ai lavori ha partecipato anche Giovanni Romeo , segretario organizzativo, Fabrizio Frixa presidente del congresso e componente segreteria Filctem Cgil Catania, Jerry Magno componente di segreteria, per la confederazione saranno presenti, il segretario generale Angelo Villari, e i segretari confederali Margherita Patti e Giacomo Rota, oltre a Carmelo Diliberto segretario generale della Filctem Cgil ed il segretario nazionale Filctem Maurizio Bertona. Per Margherita Patti,"le istituzioni locali, Regioni in testa, devono dunque assumersi precise responsabilità su queste due emblematiche vertenze. Pensiamo sia fondamentale un tavolo di concertazione , con il sindacato presente, che metta al centro il tema del lavoro in questa città".

Ma qual è lo stato di salute complessivo del settore? "Il ricco comparto farmaceutico catanese è in crisi e rischia di non essere più attratto dal nostro territorio - sottolinea D'Aquila- il depotenziamento della ricerca di eccellenza, il manifatturiero devastato dalla crisi, i grandi gruppi dell'energia che spostano verso altre mete i loro core business, il comparto tessile che ancora potrebbe rappresentare un polo di eccellenza nazionale lasciato andare alla deriva, le aziende partecipate vincolate ancora oggi a logiche politiche anziché a quelle di mercato, la vivacità delle piccole aziende rimaste che si è trasformata in mera sopravvivenza, le vertenze da troppi anni aperte, impongono la necessità di affrontare la questione in modo organico e non più ad ordine sparso. E' apprezzabile l'impegno che abbiamo riscontrato dall'amministrazione comunale e dal primo cittadino. Nelle ultime settimane l’azione del sindaco nei confronti della regione Siciliana è stata davvero autorevole ed estremamente efficace".

Resta anche l'interrogativo sul come i grandi gruppi industriali dell’energia quali sono Enel, Terna, SNAM, Gas Natural, F2i si vogliono sviluppare a Catania. La Filctem chiederà loro un confronto su un piano di investimenti per garantire maggiori e migliori infrastrutture utili al trasporto ed alla produzione di energia.

Per il segretario regionale Diliberto, "un modello all'avangurdia fino a qualche tempo fa in Sicilia, inizia ad essere in crisi, e c'è purtroppo disattenzione da parte del governo regionale nei confronti di ciò che è nuovo e può dare nuove prospettive. Spesso ci si attarda a discutere di aziende decotte anziché guardare a nuovi investimenti o a realtà che possono davvero scommetere per il futuro. Catania ancora può dare molto e può essere un riferimento per tutta l'Isola. È un peccato consegnarla agli speculatori, anzichè sfruttare le sua grandi potenzialità".

RMDN

03/03/2014


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